La pappa al pomodoro è una pietanza diventata famosa con una canzone degli anni ’60 tratta, a sua volta, dal Giornalino di Gian Burrasca, ma forse non tutti sanno che è una ricetta tipica toscana e che ad essa è legata una leggenda.
🍅La pappa al pomodoro nasce come piatto contadino del Settecento, quando il pomodoro è entrato stabilmente nella cucina toscana.
La leggenda del piatto che salvò un convento
📜 Una storia popolare racconta che in un convento toscano assediato dalla fame, grazie a pane raffermo, pomodori e olio, le monache riuscirono a sopravvivere: trasformarono questi ingredienti poveri in un cibo caldo e nutriente. Da allora, la pappa al pomodoro è diventata simbolo di ingegno e resistenza.
Ricetta tradizionale toscana della pappa al pomodoro
Ingredienti principali
- 700–800 g di pomodori maturi oppure polpa/pelati
- 300–350 g di pane toscano raffermo (pane sciocco)
- 1 spicchio d’aglio
- basilico fresco
- olio extravergine d’oliva
- sale e pepe
- 1 litro di brodo vegetale
1. Prepara il sugo
- Scalda un filo d’olio in un tegame.
- Aggiungi l’aglio (intero o a fettine).
- Unisci i pomodori spellati e tagliati, oppure la polpa/pelati.
- Sala leggermente e fai cuocere dolcemente per 20–30 minuti.
2. Prepara il pane
- Taglia il pane raffermo a pezzi
- Tieni il brodo caldo.
3. Unisci tutto
- Versa un po’ di brodo nel sugo.
- Aggiungi il pane e mescola.
- Continua a cuocere a fuoco basso, finché il pane non si sfalda completamente diventando una “pappa”.
4. Riposo e mantecatura
- Lascia riposare 10–15 minuti con il coperchio.
- Aggiungi altro brodo se serve, per regolare la consistenza.
- Completa il piatto con basilico fresco e un giro generoso di olio evo.

✨ Consistenza ideale
Non una zuppa, non una polenta: una pappa cremosa al gusto di pomodoro, densa, morbida e avvolgente.

Claudia Zucca
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Sono Matteo Marconi, la mia è una famiglia di agricoltori. Sono cresciuto in azienda agricola e ho messo radici sempre più profonde in questo mondo fatto di cura e rispetto per la natura fin dall’adolescenza, iniziando a seguire le orme di mio padre con i primi lavori in campagna.
La mia giornata? Sveglia già all’alba a sfalciare l’erba tra i mie ulivi con un attento controllo delle piante che tratto con Spintor Fly, un insetticida biologico.
La fase più faticosa dell’anno ma anche la più attesa è la raccolta delle olive, in autunno, per ottenere l’olio extra vergine d’oliva di qualità superiore che produco e imbottiglio. In base al periodo dell’anno, mi occupo anche del fieno per i miei animali.
Sono giovane, ma grandemente coinvolto nelle attività dell’azienda di famiglia e il nome dell’olio che produco con tanta passione (e orgoglio) ne è chiara dimostrazione: Azienda Agricola Marconi Matteo. Nel logo c’è solo la lettera M, l’iniziale del mio nome e cognome, non per manie di protagonismo, ma perché ci metto davvero tutto Me stesso.