La Toscana medievale è sempre stata ricca di storie affascinanti tramandate, comprese le ricette che ancora oggi si gustano nelle cucine di casa.
La frittata coi baccelli, ad esempio, è una ricetta toscana medievale. Fin dal medioveo, le fave erano un alimento base delle classi popolari e i baccelli erano considerati commestibili.
Frittata coi baccelli
Ricetta
Ingredienti (2–3 persone) 🥚
- 6 uova
- 300–350 g di baccelli di fave teneri (non le fave: proprio i gusci)
- 1 cipollotto fresco o una piccola cipolla bianca
- Olio extravergine d’oliva
- Sale e pepe
- Una manciata di pecorino grattugiato
Come si preparano i baccelli 🫛
- Scegli i baccelli giusti
Devono essere verdi, lucidi e sottili. Se sono grossi e spugnosi, diventano fibrosi e non vanno bene per questo piatto. - Pulizia rapida
Lava i baccelli, elimina le estremità e il filo laterale (come per i fagiolini).
Tagliali a striscioline sottili, diagonali. - Cottura dei baccelli
In padella: olio + cipollotto tritato → fai appassire.
Aggiungi i baccelli, sale, pepe e cuoci 10–12 minuti finché diventano morbidi.
La frittata
- Sbatti le uova con sale, pepe e pecorino.
- Versa le uova sui baccelli e cuoci a fuoco medio-basso.
- Quando si stacca dai bordi, gira la frittata (o piegala a mezzaluna).
- Servila tiepida: è più buona.
Note della nonna
- Se i baccelli sono molto teneri, puoi aggiungere anche qualche fava fresca sgranata.
- Ottima anche nel panino o tagliata a cubetti per un aperitivo rustico.
Questa è una di quella ricette della toscana “povera” ma geniale, che non buttava via nulla — nemmeno i baccelli delle fave – che come si vede, sono teneri e dolcissimi.


💡Claudia Zucca
Web Content Creator

Sono Matteo Marconi, la mia è una famiglia di agricoltori. Sono cresciuto in azienda agricola e ho messo radici sempre più profonde in questo mondo fatto di cura e rispetto per la natura fin dall’adolescenza, iniziando a seguire le orme di mio padre con i primi lavori in campagna.
La mia giornata? Sveglia già all’alba a sfalciare l’erba tra i mie ulivi con un attento controllo delle piante che tratto con Spintor Fly, un insetticida biologico.
La fase più faticosa dell’anno ma anche la più attesa è la raccolta delle olive, in autunno, per ottenere l’olio extra vergine d’oliva di qualità superiore che produco e imbottiglio. In base al periodo dell’anno, mi occupo anche del fieno per i miei animali.
Sono giovane, ma grandemente coinvolto nelle attività dell’azienda di famiglia e il nome dell’olio che produco con tanta passione (e orgoglio) ne è chiara dimostrazione: Azienda Agricola Marconi Matteo. Nel logo c’è solo la lettera M, l’iniziale del mio nome e cognome, non per manie di protagonismo, ma perché ci metto davvero tutto Me stesso.